Il segreto dell’oro II
21 Settembre 2021Il filo sottile in lontananza
10 Maggio 2026
Buio Sangue
Chiesa degli Zandri, Installazione, cm 440x95, Artopia Fossombrone 2025.
L’esposizione dell’opera Buio sangue interviene con discrezione nel piccolo spazio ovale della Chiesa detta degli Zandri, portando con sé tutta la forza di una presenza intensa e materica. Una forma rossa e vivida tracciata su tele di lino antico e ricamata con un filo rosso che vibra tra le mani, si spande sulla superficie per ricordare una macchia di sangue, un omaggio visivo alla poesia di Mario Luzi e all’omonima raccolta. L’intera installazione è citazionale e richiama a riflettere su un’umanità insanguinata, oscurata dal buio della scelleratezza e della violenza. Il luogo dell’installazione diventa anche lo spazio in cui l’opera dialoga con il paesaggio che circonda la piccola chiesa; un luogo dove sguardi in cerca di pace si perdono nella bellezza, tesi verso il confine visivo, che separa i colli dal cielo. Una linea d’orizzonte, interiorizzata nella mia esperienza artistica in una forma rossa, ricamata lentamente con ago e filo.
A.A.
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PRESENTE E' L'ASSENZA
- “L’assenza non è vuoto: è più forte presenza” (Mario Luzi, Al fuoco della controversia)
- In una piccola chiesa del Settecento, l’artista interviene ribaltando il punto di vista, dall’interno all’esterno, dando forma a una nuova spiritualità, diffusa e svincolata dal simbolismo legato al luogo sacro. Prende così forma un’altra sacralità, quella dei gesti quotidiani, dell’impegno silenzioso, della cura verso ciò che resiste e che resta. Le opere di Annamaria Atturo, realizzate su antiche tele di lino tessute a mano, raccontano un paesaggio che non è solo naturale, ma anche interiore.
- La sua azione artistica si radica nella matericità della terra e nella tessitura del pensiero, intrecciando fibre naturali – ginestra, eucalipto, lino, canapa – come si intrecciano i versi di una poesia. Annamaria Atturo non teme il silenzio. Il suo è un lavorio continuo di osservazione, registrazione e meditazione: un’attenzione vigile rivolta al paesaggio e alla propria interiorità. Ogni opera è il frutto di un processo paziente: la mente distilla, setaccia, decanta, e ciò che ne emerge sono pepite preziose, frammenti puri che l’artista restituisce sotto forma di tessitura.
- La sua è una pratica che si fa gesto civile, un atto meditativo e necessario che guarda alla parola e alla natura come fonti di significato. Su quella superficie bianca, una fibra rossa di eucalipto disegna colline e rilievi; sembra di vederci riflesso il “Colle dei Santi”, che si erge di fronte alla chiesetta, ad abbracciare la città di Fossombrone che sorge lì sotto. Una macchia cangiante, che cambia a seconda di dove e quando la si osserva, e che pare emergere dalla memoria e dal dolore: è il colore del sangue versato, simbolo visibile che attraversa la storia e giunge fino a noi. In questo tempo lacerato da guerre presenti – non lontane, non astratte – l’artista non grida, ma ricama. Il filo che percorre la tela è ferita e resistenza, testimonianza e domanda.
- A una prima vista, le sue opere appaiono nitide, ordinate, definite ma avvicinandosi si svelano i dettagli, i nodi, gli intrecci, il passaggio del filo, il segno dell’ago che ha trafitto la tela. In quella tensione tra precisione e imperfezione si manifesta una verità più profonda: la bellezza non è apparenza, ma struttura; non è superficie, ma attraversamento.
- Qui la sacralità non è nella pietra della chiesa, ma nel gesto che ricama, nella scelta della fibra naturale, nel silenzio che ascolta. È una sacralità laica, profonda, che si manifesta nell’impegno civile, nella volontà di salvaguardare la bellezza, quella fragile del paesaggio, quella irripetibile dell’umano.
- In questo filo rosso che segna la tela si concentrano il dolore del mondo e la speranza di chi ancora crea, ancora resiste, ancora compie gesti piccoli e necessari. Quel paesaggio ricamato è assenza che diventa presenza, è vuoto che accoglie, è memoria che chiama all’azione.
- Nel filo che unisce terra, materia e parola, Annamaria Atturo ci ricorda che la poesia e l’arte possono ancora essere un atto civile.
- Un filo che resiste. Un gesto che resta.
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Maria Maddalena Paolini
Guarda il video dell'installazione a cura di Francesco Conti
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Annamaria Atturo, Buio sangue 2025, installazione d’arte contemporanea all’interno della Chiesa degli Zandri, Artopia, Fossombrone
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Annamaria Atturo, Buio sangue 2025, installazione d’arte contemporanea, Chiesa degli Zandri, Artopia, Fossombrone
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Annamaria Atturo, Buio sangue, installazione, Chiesa degli Zandri, Artopia 2025, Fossombrone PU
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Annamaria Atturo, Buio sangue, installazione, Chiesa degli Zandri, Artopia 2025, Fossombrone PU
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Artopia 2025, percorso immersivo nell’arte contemporanea, Fossombrone PU
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